Cucinare è meditare

Quando ero piccola, mia mamma preparava la pasta in casa e il sugo di carne ogni domenica mattina. Mi sembra ancora di vederla, così concentrata sugli ingredienti, l’impasto, la stesura della pasta… In un mondo che sembrava tutto suo!

E così succede anche a me, e anche a tanti di voi, immagino. In cucina, soli con noi stessi, viviamo in piena consapevolezza il momento presente, lasciandoci conquistare da odori, profumi, sapori, consistenze, colori… tutti i nostri sensi sono coinvolti in un unico processo: creare qualcosa di buono! Fosse anche un uovo all’occhio di bue!

E ancora di più se stiamo cucinando per qualcuno che non siamo noi! Perché al fatto di vivere il “qui e ora” aggiungiamo amore, gentilezza, premura e cure. Infondiamo nel cibo che prepariamo energie positive e il meglio di noi che in quel momento riusciamo a dare.

Pensateci, la prossima volta che farete il ragù! Non avete nulla da invidiare a un cuoco zen!😉

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2 comments

  1. Hai ragione, cucinare è una forma di meditazione, come quando io pratico Ikebana. La cucina è mia, il cibo che preparo, con amore sempre, è qualcosa che mi dà soddisfazione. Vedere che dalla farina nascono un pane, dei biscotti, la pasta per le lasagne, o preparare un ragù a lenta cottura, la verdura al vapore. Oppure quando creo quello che ho imparato da te, Rita, che dà soddisfazione a me e meraviglia ai miei ospiti (quando se ne poteva avere, ma torneremo)-

    1. Che bello l’Ikebana! Ho ancora la foto della composizione che mi mandasti tempo fa! Spero anch’io che si possa tornare presto a fare vita sociale. Mi manca proprio tanto! 😘

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