Tutto è difficile, prima di diventare facile

Le difficoltà fanno parte della vita. Arrivano, che lo si voglia o no.

Per molti, rappresentano muri quasi insormontabili, per altri sono sfide da vincere. Quello che secondo me i secondi hanno capito e fatto proprio è riassunto in questa frase: “Tutto è difficile prima di diventare facile”! La prima volta che siamo andati in bicicletta, che abbiamo provato a nuotare, che abbiamo cominciato a guidare… imparare un nuovo ballo o a usare un nuovo programma sul computer…

All’inizio a volte lo sforzo che dobbiamo fare è così grande che ci verrebbe voglia di lasciar perdere. Se però non ci lasciamo intimorire dalla difficoltà, ci daremo la possibilità di scoprire che abbiamo più talenti e abilità di quelli che credevamo e arricchiremo la vita di esperienze e saperi sempre nuovi e belli.

Nel Web-Lab (webinar-laboratorio, in pratica dei corsi online) “Bouquet di fiori polpettosi” che ho tenuto la settimana scorsa una delle partecipanti, Anna, mi ha lasciata di stucco. Era la seconda volta che partecipava a un mio corso e ha realizzato due bellissimi bouquet, uno con calle di pera e fragole decorate di cioccolato e l’altro con fiori di polpette e patatine. A un certo punto del corso ha rivelato che non aveva mai cucinato in vita sua! Eppure era lì che creava opere da mangiare! Anna (non scrivo il tuo cognome per non metterti in imbarazzo), sei diventata il mio mito! Sei un esempio per tutti quelli – me compresa! – che pensano che ci siano cose che non possano fare… o che nemmeno provano a fare una cosa perché l’impressione è che sia troppo difficile!

La prima volta sarà difficile… e forse anche la seconda… la terza un po’ meno e dalla quarta diventerà un’abitudine!

Quel che avremo conquistato non è solo una nuova competenza, ma anche forza di volontà e più stima verso noi stessi! 😉

Baci baci! Rita 😘

Bruxelles e il suo Atomium commestibile

scultura di cibo raffigurante l'atomium di Bruxelles
scultura di cibo raffigurante l'atomium di Bruxelles

Per la serie sulle sculture delle principali città europee, oggi è il turno dell’Atomium di Bruxelles, in Belgio.


L’Atomium è un monumento che si trova nel Parco Heysel di Bruxelles. È una costruzione in acciaio, consistente di 9 sfere che rappresentano un cristallo di ferro ingrandito 165×109 volte.


Nella mia scultura rappresenta invece, rappresenta il connubio del cibo preferito dagli italiani, cioè pasta e pane: 9 panini semidolci collegati tra loro da “ziti”, la pasta di grano duro caratteristica della cucina meridionale.


I panini ovviamente sono farciti… ma sfido a vedere chi ha il coraggio di staccarli! 😆

Dedico questa creazione a tutti gli italiani emigrati in Belgio!

Poi quando finisco di pubbicare le singole sculture metto anche la foto della sala. 😉

Baci, Rita 😘

Si cucina con tutti i sensi

Capita anche a voi di capire semplicemente dall’odore che una preparazione è cotta al punto giusto?


Non ci facevo caso prima… poi una mia amica mi disse che lei capiva che il pesce era cotto solo dal profumo. Da quel momento ho cominciato ad “allenare” anch’io questo senso e ho così scoperto che non solo il pesce, ma anche le torte, le verdure e tanto altro, emanano un profumo diverso quando hanno raggiunto il punto di cottura ideale! Fateci caso ad esempio quando fate bollire i fagiolini: finché sono ancora verdi e leggermente croccanti hanno un profumo fresco e invogliante… ma quando cuociono troppo a lungo l’odore si trasforma e con esso anche il sapore. Lo stesso succede con i broccoli.
Quasi sempre il buon profumo si associa al punto di cottura ideale.


Cucinare è un’esperienza multisensoriale, tutti i nostri sensi sono coinvolti:

  • Tatto, nel tagliare gli ingredienti, lavorare gli impasti, lavare le verdure…
  • Gusto: assaggiare la sapidità o la dolcezza dei composti, la cottura del sugo, la combinazione di sapori..
  • Olfatto… spezie, aromi, vapori che si sprigionano da forni e fornelli…
  • Udito: la pentola di fagioli che borbotta, la crosta del pane fresco tagliata con un coltello, il “crunch” delle carote fresche sotto i denti…
  • Vista… che dire? La cucina è un tripudio di colori e di forme, dobbiamo solo imparare a goderne!

Impariamo a osservare anche con i sensi e cucinare sarà un’esperienza ancora più ricca e appagante!

Baci, Rita

Sculture di pane: il Partenone

Partenone di Atene fatto di grissini e pane

In occasione di una esposizione dal titolo Sapori d’Europa mi fu chiesto di creare una galleria di opere che potessero rimanere esposte per almeno 4 giorni.

Ho quindi progettato una serie di sculture di pane e dolci che riprendevano alcuni dei più famosi monumenti d’Europa. La Tour Eiffel, il Partenone, il Big Ben e altre ancora.

Io e il mio fantastico team, costituito allora da Michela Pesente e Francesco Maiolo (grande zio e grande chef!) ci siamo messi sotto e abbiamo realizzato qualcosa di unico. A guardare oggi ancora mi emozionano. Oggi vi regalo il Partenone, il famoso tempio di Atene.

Le colonne sono grissini in cui abbiamo scavato delle venature. Le traverse e il tetto sono fette di pane di tipi diversi farcite di formaggio (che fa anche da collante).

 A presto con nuove opere, nuovi piatti e nuove idee! 

Baci, Rita 😘

Quel che non so lo imparo

Una delle cose che più mi fanno sentire viva e bene con me stessa è imparare nuove cose. In particolare nuove competenze. E per me, che – ora come ora – faccio tutto da sola, è non solo importante, ma necessario.

Quest’anno – complice anche il lockdown – ho imparato a costruire e pubblicare siti internet con WordPress, montare video con Adobe Première (e non è così intuitivo!), modificare foto con Photoshop in modo professionale, usare Instagram e creare feed coerenti e omogenei, stories, IGTV (e ancora ho da imparare reels e altre cose!);  ho studiato branding  e mi sono creata un nuovo logo e una mood board relativa al mio brand… e mi fermo qui!

Come mi sono sentita? Strafiga! Stra-capace! Stra-soddisfatta! Ragazzi, è bello imparare!💪🏻😎

Il mio prossimo obiettivo è apprendere Adobe InDesign, perché devo e voglio impaginarmi da sola il mio prossimo libro.📕

In Calabria abbiamo un modo di dire: “<<Dammi tempu, ‘ca ti perciu>>, ‘nci dissa u surici ada nuci” (io lo scrivo nel dialetto del mio paese, 3 km più in là si pronuncia già in un modo diverso! 😄). La traduzione del detto è questa: “Disse il topo alla noce: <<Dammi tempo che ti buco!>>”. Ovvero… mi servirà del tempo, ma arriverò al mio obiettivo!🐭

E voi come avete sfruttato il lockdown? Ne avete approfittato per imparare a qualcosa di nuovo? E se sì, cosa? Se vi va, raccontatemelo! Sono curiosa!😊

Baci 😘, Rita 

Ogni cosa ha la sua bellezza

Ci si può allenare alla bellezza e alla creatività? La risposta è sì.
Uno degli esercizi più efficaci e che possiamo mettere in pratica ogni giorno, ovunque ci troviamo, è la tecnica del “combing”.

“To comb” in inglese sta per “pettinare/pettinarsi”, ovvero un gesto che compiamo in modo così routinario da non pensarci. Questa tecnica consiste nell’esercitarsi allo stupore, osservando cose comuni come se fosse la prima volta che le vediamo, come se fossero oggetti sconosciuti e misteriosi.

Prendiamo ad esempio una forchetta… tutti sappiamo cos’è una forchetta e quando la notiamo non ci fermiamo a osservarla nemmeno per un secondo, perché la nostra mente l’ha già compresa e catalogata: “è una forchetta, serve per mangiare, è fatta come tutte le forchette, non necessita della mia attenzione”. E archiviamo così la nostra esperienza.

Risiede nell’economia delle nostre energie ragionare per schemi… se dovessimo interrogarci su ogni oggetto che vediamo… sai che fatica! E quanto tempo!

Ma proviamo a guardare quella forchetta con occhi diversi, come se dovessimo spiegare cos’è a un aborigeno australiano che non l’ha mai vista: “Perché ha tre rebbi e non due o quattro? Perché ha un’impugnatura così lunga? Perché è di quel materiale? Perché serve un attrezzo per mangiare il cibo?” E così via.

Da Gesù a Osho, passando per Proust, sono in tanti ad aver detto che bisogna tornare bambini, guardare il mondo con l’innocenza e l’ignoranza dei bambini per poter entrare nel “regno dei cieli”, in contatto con l’energia e la creatività dell’Universo.


É così che nascono le idee geniali e le opere d’arte e di design. Un giorno un designer osserva una forchetta e un cucchiaio e decide di creare un nuovo oggetto che abbia le funzioni di entrambi, ad esempio.
Quante volte pensi che Van Gogh abbia visto una sedia in vita sua prima di dipingere la sedia nella sua stanza? Ma non pensi che quando si è messo a osservarla con tutta la sua attenzione, nei minimi particolari, gli sarà sembrato di non averla mai veramente “vista”?


Quindi oggi ti invito a stupirvi di ciò che ti circonda e a cercare la bellezza nelle piccole cose. Cambia te stesso e cambierai il tuo mondo! 😘

Il processo creativo: dallo schizzo alla foto

rita mentre imposta la fotocamera
rita mentre prepara uno scatto

Mi piace, mi da una soddisfazione enorme vedere un’idea trasformarsi in un piatto. Non sapete quante volte ho immaginato un piatto e quando poi l’ho concretamente realizzato ho esclamato “Wow! Che bello!” Sono la prima a emozionarmi davanti alle forme, ai colori, ai profumi e ai sapori dei piatti che creo. 


Ho raccontato in un post precedente di come le ispirazioni diventino idee che fermo su carta con un disegno. Ma dal disegno al prodotto finale (che sia una foto, un video, una ricetta…) come ci si arriva? 


Ecco… non è un processo immediato… o almeno non sempre. Si fanno prove, prove e prove fino a quando non si trova la giusta combinazione tra funzione, aspetto e gusto. Quando sono soddisfatta del soggetto passo alla presentazione… l’impiattamento della creazione, eventuali accompagnamenti e/o abbinamenti. 


A questo punto bisogna progettare lo scatto… eh, sì… quello che c’è nella foto non è mai casuale. Quale piatto? Sottopiatto? Tovaglia, tovagliolo, posate… eventuali bicchieri… accessori vari… Tutte queste cose in termini tecnici si chiamano PROPS. 


E non vi dico se poi c’è un tutorial per un ricettario o una video lezione… ovviamente vanno scattati in un secondo momento e separatamente. Pensando a quanti scatti fare e di quali passaggi… perché a volte una ricetta la devi spiegare in 4 passaggi, a volte in 6, a volte in 3… dipende dal layout e dall’impaginazione del ricettario. 


C’è tanto lavoro, dietro a un tutorial. Ma anche tanta gioia di fare, di esprimere se stessi, di trasmettere il proprio sapere, di condividere ogni segreto. E quando quello che fai è apprezzato anche da chi ti segue… è felicità! 


Felicità è anche quello che ho provato ieri sera quando ho potuto parlare in diretta con circa 25 di voi che si sono collegati al webinar (altrettanti lo vedranno in differita)… mi sono sentita come in famiglia a Natale! E poi dicono che i rapporti sui social sono freddi! 😄❤️😘🙏🏻.

Il successo è fare ciò che si desidera

Chi di noi non ha mai sognato di diventare ricco e famoso? Io non sono un’eccezione😜.

E quasi sempre quando si parla di persone di successo si pensa a persone che hanno una grande notorietà e viaggiano su jet privati. Ma… non è quello il successo.😧

Si può essere ricchi, senza aver avuto successo (ad esempio chi vince una lotteria o eredita una fortuna) e si può diventare famosi anche per fatti di cui non andare orgogliosi. Se dico Schettino, tutti sapete di chi parlo… ma potremmo definirla una persona di successo?🙄

E allora cos’è il successo?🤔

Il successo è quando facciamo ciò che amiamo e amiamo ciò che facciamo. Quando la nostra attività rispecchia il nostro essere. Quando sentiamo di realizzare o aver realizzato i nostri obiettivi nella vita e ci sentiamo felici di chi siamo e cosa facciamo. Quando con il nostro esempio e la nostra energia facciamo crescere le persone intorno a noi.🤩

E non a caso ho parlato di attività e non di lavoro. Perché una mamma che cresce con amore i suoi figli, sentendo che questa è la sua missione, è una persona di successo. Un impiegato che da il suo massimo per i clienti e i colleghi, sentendosi felice e soddisfatto del suo ruolo nel mondo, è una persona di successo! Uno studente che impegna tutte le sue energie per imparare cose nuove e riconosce e sfrutta i talenti che gli sono stati dati… è una persona di successo!🥳

Ecco!😄

A tutti voi, auguro una vita piena di successo!🙌🏻🤛🏻💪🏻

Baci 😘, Rita

Il disegno è una visione messa su carta

Andrew Loomis diceva: “Drawing is vision on paper.”, ovvero  “Il disegno è una visione messa su carta”. 

Vi capita di avere delle visioni e di sentire l’urgenza di fermarle su carta? A me succede spesso… Non so da dove mi vengano… Forse qualcuno dall’al di là mi pensa… Mi vengono immagini nel dormiveglia, immagini vivide a cui piano piano associo altri pezzi, altre immagini… a volte sono gusti, sapori, a volte colori, a volte accessori… E poi, a matita cerco di trasferire quelle immagini dal pensiero al blocco note.

E lì diventa un piatto. Un piatto ancora senza dosi e senza ricetta… ma intanto ha una forma! Il resto viene dalla conoscenza e dall’esperienza. 

Immagino non sia tanto diverso per chi dipinge, chi scrive canzoni o libri… Raccontatemi le vostre visioni, mi piacerebbe conoscerle! 


Baci 😘, Rita